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Automotrice M 1
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L'automotrice mwbaM1 è stata un'mwbqautomotrice diesel monomotore e unidirezionale a 2 assi in dotazione a varie mwbgferrovie in mwbwconcessione, soprattutto nelle tratte locali del meridione italiano, costruita in varie serie, di cui una adatta alla mwcatrazione a cremagliera.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
L'automotrice M1, molto simile ad un mwdaautobus su rotaia, nasce intorno agli mwdqanni trenta con il preciso scopo di abbattere le spese di esercizio della mwdgtrazione a vapore, riducendone allo stesso tempo i lunghi tempi di percorrenza, sulle linee secondarie a mwdwscartamento ridotto, allo scopo di contrastare il calo di viaggiatori dovuto alla concorrenza sempre maggiore dei servizi su strada. Dopo il buon esito delle due mweaFiat ALb 25 sulla mweqlinea di Cerignola, la mwegCarminati & Toselli approntò un prototipo, poi definito mwewM1.1, che venne lungamente provato sulla rete delle mwfaCalabro Lucane, e consegnò tra il mwfq1933 e il mwfg1935 un lotto di altre 13 automotrici unidirezionali da 29 posti, che vennero dette mwfwdi 1ª serie, alla mwgaMediterranea Calabro Lucane per le sue linee; queste presero la classificazione di mwgqM1.1-13, mentre la 14ª unità, munita di ruota dentata Strub, divenne mwggM1c.14. Analoga fornitura di tre unità, ma con motorizzazione Fiat/OM e alcune differenze meccaniche, venne fatta alla mwgwFAC, che aveva già avuto modo di provare la mwhaM1.1 MCL e in seguito l'aveva acquisita; altre tre unità vennero acquistate dalle mwhqFerrovie Complementari della Sardegna.
Nello stesso periodo di consegna della 1ª serie, la MCL fece un altro ordinativo alla OM di Milano per un ulteriore lotto di otto automotrici, similari nella carrozzeria, ma differenti nella motorizzazione, che vennero qualificate di 2ª serie. A fine consegna, nel mwhw1937, ancora la MCL ordinò alla mwiaPiaggio dieci automotrici monomotori di concezione similare, ma differenti nelle dimensioni, nella motorizzazione e nel fatto di possedere all'origine la trasmissione per l'esercizio a cremagliera Strub; essendo state realizzate con cassa in mwiqacciaio inossidabile, vennero definite mwigM1c INOX.
Le varie serie di M1, che intanto erano state soprannominate mwjamwjqEmmine, svolsero uno scomodo ma onesto servizio e riuscirono a superare quasi indenni anche la mwjgseconda guerra mondiale, con la perdita di sole 2 unità. Era apprezzato soprattutto il fatto che avevano quasi dimezzato i tempi occorrenti rispetto ai vecchi e lentissimi convogli a vapore. All'inizio degli mwjwanni cinquanta, dato che cominciava a farsi sentire l'obsolescenza delle varie motorizzazioni, oltre alla scomodità dei sedili in legno, le MCL decisero di riammodernare e in parte ricostruire un certo quantitativo di automotrici e si rivolsero alle mwkaOfficine Raffaele Ranieri di Roma, che si erano specializzate nell'utilizzo di motori mwkqGeneral Motors residuati di guerra a scopo ferroviario. Vennero quindi allungate le casse di oltre un metro e ricavati ulteriori sette posti a sedere, tutti imbottiti in similpelle. La mwkwRanieri nel mwla1952 fornì tre unità M1 anche alle mwlqFerrovie Padane per la mwlglinea Rimini-Novafeltria che poi, in seguito alla sua chiusura, vennero cedute alla mwlwFerrovia Circumetnea. Gli accantonamenti iniziarono in conseguenza dell'arrivo di automotrici più moderne e proseguirono in conseguenza della chiusura di molte linee calabro-lucane. Sopravvissero fino agli mwmaanni ottanta solo le M1c della mwmqtratta a cremagliera Catanzaro Lido-Catanzaro città.
Caratteristiche
Le caratteristiche generali delle M1 erano quelle di tante altre realizzazioni similari di fine mwoaanni venti e cioè di tipo mwoqautomobilistico; un telaio di lunghezza inferiore ai 10 m poggiante su due assi, di cui uno solo mwogmotore, su cui era montata una carrozzeria leggera con porte di accesso a battente e posto guida unico. Il mwowmotore, mwpadiesel, aveva poco più di un centinaio di cavalli e il mwpqcambio era meccanico a 4 o 5 marce, con trasmissione ad mwpgalbero cardanico sul ponte posteriore. I posti a sedere erano tra 29 e 35, secondo il modello, con costruzione molto mwpwspartana e con poco spazio per i bagagli. Alcune unità avevano anche una trasmissione a ruota dentata per mwqacremagliera di tipo Strub. I freni erano a ceppi e a comando pneumatico diretto; il freno a mano era azionato da un grosso mwqgvolante sul posto di guida. Erano tutte unidirezionali e dovevano essere girate a fine corsa su piccole mwqwpiattaforme azionate a mano dallo stesso personale del treno o su triangoli di manovra, come nella stazione di mwrqSpezzano Albanese Scalo. Alcune unità adatte all'esercizio a cremagliera venivano distinte da una mwrgC, aggiunta alla sigla M1 della serie.
Automotrici di 1ª serie, Carminati & Toselli- M1.1-13 e M1c.14
La prima serie di 14 automotrici monomotore venne costruita dalla Carminati & Toselli su un telaio in acciaio di circa 8 m di lunghezza, su cui venne montata una carrozzeria molto semplice di linea squadrata e con ampie finestrature. La caratteristica più evidente era la presenza di un grosso mwtgradiatore frontale sporgente. Non aveva né mwtwgancio di trazione né mwuarespingenti. Forniva 29 posti a sedere e aveva un solo posto di guida anteriore. Raggiungeva la velocità di 70mwuq km/h anche su pendenza del 25 per mille ed era in grado di arrampicarsi a 40mwug km/h sul 35 per mille.
La parte meccanica era di tipo camionistico; il motore OM/Saurer era un mwvadiesel a 4 tempi a 6 cilindri, raffreddato ad mwvqacqua, che forniva circa 125 CV a 1800 g/m. Venne sostituito sulle unità trasformate mwvgRanieri da un motore a 2 tempi mwvwGeneral Motors da 160 CV. La trasmissione del moto avveniva tramite un cambio meccanico a 4 marce, con retromarcia, e un albero di trasmissione sul ponte posteriore, sul solo asse posteriore; anche il cambio venne sostituito sulle mwwaRanieri, adattando un cambio da mwwqcarro armato mwwgSherman a 5 marce a comando pneumatico.
L'mwxaimpianto frenante era a ceppi sulle quattro ruote, comandato ad mwxqaria compressa, di tipo diretto mwxgWestinghouse;il freno a mano assicurava lo stazionamento del rotabile.
Sull'ultima unità immatricolata venne aggiunta la trasmissione a ruota dentata per l'esercizio a cremagliera.
Automotrici di 2ª serie, Officine Meccaniche di Milano- M1.30-37
La seconda serie di 8 automotrici monomotore venne ordinata alle Officine Meccaniche (ex Miani & Silvestri); era costruita sullo stesso tipo di telaio in acciaio ed aveva la stessa lunghezza di 8,17 m. La carrozzeria differiva per la forma più arrotondata, che inglobava frontalmente anche il mwzgradiatore frontale. Non aveva mwzwgancio di trazione né mwaarespingenti. I posti a sedere erano saliti a 36 e la velocità massima a 79mwaq km/h.
La parte meccanica era simile alla 1ª serie; il motore OM era invece un mwawdiesel a 2 tempi a 6 cilindri, raffreddato ad mwbaacqua, che forniva 100 CV. Anch'esso fu sostituito, sulle unità trasformate mwbqRanieri, da un motore a 2 tempi mwbgGeneral Motors da 160 CV. Uguale alla prima serie anche la trasmissione del moto; sulle mwbwRanieri anche il cambio venne sostituito da quello Sherman a 5 marce.
L'mwcqimpianto frenante era a ceppi, ad mwcgaria compressa, di tipo diretto Westinghouse sulle quattro ruote, con freno a mano di stazionamento.
Automotrici serie INOX, Piaggio- M1c.81-90
La serie di 10 automotrici monomotore venne costruita dalla mwdqPiaggio a carrozzeria autoportante in mwdgacciaio inossidabile, di poco meno di 9 m di lunghezza, piuttosto brutta di aspetto. La caratteristica più evidente era la presenza di grosse nervature longitudinali di irrobustimento. Non aveva mwdwgancio di trazione o mwearespingenti. Forniva 29 posti a sedere e aveva il solo posto di guida anteriore. Raggiungeva la velocità di 70mweq km/h (20mweg km/h sulle tratte a cremagliera).
La parte meccanica era classica; il motore OM era un mwfadiesel a 4 tempi a 6 cilindri, raffreddato ad mwfqacqua, che forniva circa 130 CV a 1800 g/m. La trasmissione del moto avveniva tramite un cambio meccanico a 4 marce, con retromarcia, e un albero di trasmissione sul ponte posteriore, sul solo asse posteriore. Le unità erano dotate della trasmissione a ruota dentata per l'esercizio a cremagliera.
L'mwfwimpianto frenante era a ceppi sulle quattro ruote, comandato ad mwgaaria compressa di tipo diretto Westinghouse; il freno a mano agiva su tutte e quattro le ruote per assicurare lo stazionamento del rotabile anche sulle elevate pendenze. C'era anche un ulteriore freno a nastro sulla ruota dentata.
Automotrici ricostruite, Officine Ranieri di Roma
La ricostruzione effettuata sulle automotrici MCL tra il mwhw1948 e il mwia1953 non riguardò tutte le unità e consistette in una ricostruzione integrale degli interni, con apposizione di sedili imbottiti e nuova illuminazione; all'esterno venne modificata l'estetica generale con forme arrotondate simili a quelle degli mwiqautobus dell'epoca. Per quanto riguarda la meccanica, vennero sostituite integralmente le motorizzazioni OM di vario tipo con motori di recupero o ricambio di provenienza bellica; si trattava di motori diesel a 2 tempi, di costruzione General Motors per carri armati serie Sherman, completi di cambio a 5 marce a comando pneumatico, di potenza notevolmente superiore, circa 160 CV. Un gruppo di 10 automotrici adatte al servizio a cremagliera, denominate M1c 80R, venne prodotto allo scopo di sostituire le corrispondenti mwigINOX Piaggio, ormai in cattivo stato, sulle tratte di Catanzaro e della Lagonegro-Castrovillari-Spezzano.
Unità superstiti
Le Emmine salvatesi fino ad oggi sono le seguenti:
FCL M1.1/14
• M1.8 - Livrea verde, accantonata a mwkaBari Scalo (FAL), furgonata, già utilizzata come deposito attrezzi, prossima al restauro.
• M1.11 - Livrea verde, preservata statica nel Museo FAL di mwkgPotenza, furgonata, ancora in buono stato.
• M1.13 - Carrozzeria grezza, abbandonata nel parco della Selva di Paliano, unica superstite con frontale originale, furgonata, in continuo degrado.
FCL M1.30/37
• M1.32 - Livrea castano/isabella, presso la Selva di mwlwPaliano, abbandonata di fronte alla M1.13, in continuo degrado.
• M1.37 - Livrea castano/isabella, motore Orione, marcatura a centro cassa. Accantonata fino al 2009 a mwmqCatanzaro Lido, ora in fase di restauro a mwmgPiano Lago (CS) dalla ditta TCC per conto delle mwmwFerrovie della Calabria.
FCL M1c.81/90
• M1c.88 - Proprietà ing. Di Giacomo, locazione sconosciuta.
FCL M1c.81R/90R
• M1c.88R - Livrea verde-grigio, esposta presso il mwogMuseo dei trasporti Ogliari di mwowVizzola Ticino (VA).
• M1c.90R - Livrea verde-grigio, proprietà ing. Di Giacomo, locazione sconosciuta.
FCS 1-3
• FCS 1/2/3 - Livrea castano/isabella. Accantonati per decenni nella mwqastazione di Tirso, nel mwqq2012 due dei tre mezzi sono stati trasferiti nel deposito ferroviario mwqgARST della mwqwstazione di Monserratocite-ref-1[1] in attesa di una valutazione per il restauro a fini monumentali o anche funzionalecite-ref-2[2].
Note
cite-note-11. ↑ mwugmwuwmwvaL'Arst rimuove i vecchi mezzi delle Ferrovie della Sardegna, in mwvqmwvgLa Nuova Sardegna, 12 agosto 2012. mwvwURL consultato il 13 agosto 2012.
cite-note-22. ↑ mwwwmwxamwxqLa prima Emmina a Cagliari, su mwxgDuegieditrice.it, 20 luglio 2012. mwxwURL consultato il 12 agosto 2012.
Bibliografia
• mwywNico Molino, Vanna Zanini, Automotrici endotermiche monomotore, Genova, Edizioni Bayard, 2002.
• mwzgFrancesco Bloisi, Marco Cacozza, Emmine,le automotrici unidirezionali a scartamento ridotto, in Tutto Treno, n. 222/2008, pp. 22-29.
Voci correlate
• mw0wAutobus su rotaia
• mw1qFerrovie della Calabria
• mw1wFerrovie Calabro Lucane
• mw2qFerrovia a cremagliera
• mw2wRotabili italiani
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Collegamenti esterni
• mw4wLe Emmine Inox Piaggio, su scalaenne.wordpress.com.
• mw5qImmagini varie di Automotrici M1 Emmina su sito amatoriale, su webalice.it. URL consultato il 14 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2013).